Capitolo 4
A.ltri S.aggi D.evastanti Campomarte
Dal 1995
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- Ormai è fine ottobre, dovrebbe esserti tutto chiaro. Giusto? – La domanda somiglia a una minaccia, ma Paolo studia ormai da un mese, si sente preparato.
- Spara.
- Ok, partiamo da una facile. Il lunedì sono?
- Ai ciechi.
- No, il giovedì sono ai ciechi. Il lunedì e il venerdì sono alla Dino Compagni.
- E il mercoledì al Gramsci.
- Esatto.
- Dalle cinque alle otto.
- No, dalle sei alle otto e mezza. Il venerdì alla Dino facciamo dalle cinque alle otto.
- E anche il lunedì?
- No, perché il lunedì prima hanno danza, quindi facciamo cinque e mezza/otto e mezza. Come al giovedì.
- Quindi doppia danza?
- Ma no, il giovedì abbiamo la squadra! Sei proprio di coccio. Ricominciamo.
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A Paolo servono diverse altre settimane di studio – e un accurato file excel – per tessere le fila dei turni di allenamento di Paola, ma a dicembre sente ormai di aver familiarizzato con la ritmica, tanto da accogliere con più curiosità che timore l’invito al saggio di natale.
Non lo turba la precisazione di arrivare un’ora prima dell’inizio prefissato. Rimane impassibile anche quando, arrivato al complesso sportivo di San Marcellino, trova una situazione parcheggi non dissimile a quella di Cala Brandinchi alle dodici di Ferragosto.
L’entusiasmo inizia a scemare quando scopre che l’entrata al saggio corrisponde proprio alla scala dove sono stipate circa trecento persone. Ancora ingenuo – e ignaro delle entrate secondarie – Paolo si accoda al gruppo. Una mezz’ora di attesa che lo riporta ai fasti del bus 14 frequentato pre-acquisizione della patente. Poi finalmente il sipario si alza.
Le tre ore che seguono sono offuscate dal clima tropicale. Paolo ricorda urla e applausi, Gigi d’Alessio e i Pink Floyd, lanci di nastri perfetti e un paio di bimbe apparentemente dipendenti dal fentanyl. E soprattutto tanti nomi, incuranti dello scorrere delle lancette.
Paolo barcolla, ma non molla. Resiste nell’attesa del momento in cui Paola smetterà di sbraitare a bambine, fotografi, fonici e colleghe, si girerà verso gli spalti, lo vedrà lì seduto e con gli occhi emozionati gli si farà incontro per un bacio.
Ed è quello che in effetti di lì a poco avviene. Il saggio finisce e dopo aver salutato a una ad una le duecentosei bambine e le quarantasette altre maestre Paola si volta verso gli spalti, focalizza – più o meno – Paolo e gli si fa incontro. La voce appare davvero emozionata, quando afferma:
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- Scendi, che dobbiamo spostare quelle paratie da trecento chili!
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