Capitolo 8

Spice up your life

Giugno 2019

I trent’anni vanno festeggiati a dovere: un bel regalo, un bel viaggio, un bel concerto. I Paoli mescolano gli ingredienti e si ritrovano ad Edimburgo, sempre accogliente nonostante gli otto gradi in pieno giugno.  Ma sarà il Murrayfield stadium a riservare le maggiori sorprese…

Il tempo è relativo, tanto quello atmosferico quanto quello cronologico. Se ne accorgono i Paoli, che decollano da Firenze in piena estate 2019 ed atterrano un paio d’ore più tardi a Edimburgo  nell’autunno 1997: cielo plumbeo, K-Way arcobaleno e stivali con le zeppe a sostegno di tute blu o leopardate a seconda della Mel di riferimento.       

L’entusiasmo wannabe che si respira sin dall’aeroporto non può che entusiasmare i Paoli, pervenuti nella capitale scozzese proprio per il concerto reunion delle Spice. All’evento mancano però diverse ore, pertanto i nostri hanno tutto il tempo per lasciare in albergo le valigie e fare una breve visita della città. 

L’idioma della receptionist, sconosciuto a sud delle Highlands, rallenta il processo, ma alla fine i Paoli si fanno capire a gesti e procedono liberi da bagagli nella visita del castello, della cattedrale e soprattutto del Last Drop Pub, nel quale, miracolo della birra, fanno amicizia col cameriere appassionato di pittura rinascimentale. 

Nel primo pomeriggio i nostri fanno un salto alla National Gallery, un po’ per cultura, un po’ per ripararsi dagli scrosci d’acqua che scendono impetuosi sulla città. Verso le quattro, i piedi gonfi e gli abiti comunque fradici, decidono che è tempo di tornare in albergo e prepararsi per l’evento serale al Murrayfield Stadium.

Asciutti ed attrezzati per l’inverno i Paoli si incamminano verso lo stadio. Ne hanno varcato da poco i cancelli che di colpo il cielo si rischiara, lasciando spazio a un sole che non li abbandonerà fino alle ventidue e passa. Poco male. Non sarà un po’ di caldo a frenare l’entusiasmo e soprattutto la sete del pubblico scozzese. 

Anche i Paoli vorrebbero bersi qualcosa, ma inibiti dallo stato alcolemico medio della platea concordano di dirigersi subito verso i loro posti. Fanno finta di niente, ma sono entrambi sollevati quando realizzano di avere accanto le versioni vintage di Angela Lansbury, le quali promettono di essere meno moleste del resto della platea. 

In effetti le lady si rivelano le vicine ideali: si seccano due bocce a testa e poi spariscono ancor prima che finisca l’apertura di Jess Glynne. Ai Paoli resterà il dubbio sul destino delle due signore. La tentazione di andarne a verificare il fato viene, infatti, dissipata dal rullo di tamburi che annuncia l’imminente entrata delle Spice.  

Alla folla, rallentata dai decalitri di birra e/o whisky, serve qualche minuto per entrare nel mood giusto. Tempo di cui non necessita Paola, che alla prima nota di Spice up your life dà il via a uno spettacolo parallelo fatto di salti, coreografie, risate fragorose e pianti irrefrenabili, che inducono più di uno spettatore a domandarsi se siano al concerto giusto. Per Paolo la risposta è ovvia, ma non ha bisogno di esplicitarla.

 

Vuoi sapere come è proseguita la nostra storia?