Capitolo 7
Paolo Spencer e Biagioni Hill
Agosto 2019
Il tramonto ideale? Molti risponderebbero in riva al mare, sdraiati sul bagnasciuga con un birra gelata tra le mani. Opzione a cui la spiaggia della Cinta di San Teodoro si presta particolarmente bene, con il suo lungo litorale di sabbia bianca con rivenditori di Ichnusa a ogni angolo.
I Paoli non sono però per le opzioni banali. Così abbandonano prematuramente la Cinta e si dirigono verso l’omonimo maneggio, dove si ritrovano con un’altra ventina di persone attirate dall’idea di respirare “i profumi tipici della macchia mediterranea”.
Pochi minuti nei pressi delle stalle bastano a comprendere quale sia l’olezzo dominante della zona. Ma i Paoli non sono qui per gustarsi l’aria, bensì per l’avventura di guadare la laguna in sella ai propri destrieri, raggiungendo la spiaggia a testa alta come novelli cavalieri.
Infiammati dallo spirito avventuriero, i Paoli non colgono la sfumatura dietro la domanda della guida, che prima dell’assegnazione dei cavalli chiede al gruppo se qualcuno abbia esperienza di galoppo. I nostri, forti dei quattro giri di recinto svolti l’estate precedente nel maneggio di un amico, alzano istintivamente la mano.
Ed è così che qualche minuto dopo Paola si ritrova in sella di Saskia, splendida puledra dal ritmo cadenzato e la vescica difettosa. Il gruppo non ha ancora superato l’ombra delle stalle che la cavalla si è già fermata due volte a urinare, le contrazioni continue del gluteo a promettere a breve roba più sostanziale.
Nonostante le perdite di Saskia, Paola non corre comunque il rischio di distaccarsi dalla comitiva. A chiudere il gruppo ci sono (e rimarranno) Paolo e Nigeria, morella imbolsita dagli anni e dagli eccessi di biada, dallo sguardo dolce e la scarsa, quasi nulla predisposizione al movimento.
La somiglianza con la Nalona aiuta Paolo a entrare in sintonia con l’animale, ma non ad aumentarne il passo. Ad ogni duna da valicare Nigeria si ferma, in parte per riprendere fiato in parte per mantenere la distanza dagli escrementi di Saskia, che oramai in confidenza con Paola si sente libera di rilasciare l’arsenale pesante.
Dopo un’altra ora abbondante di ripartenze entusiaste alternate a soste non programmate, carezze affettuose alternate a insulti incontrollati, il magico quartetto si separa. Paolo con il fioretto di non mangiare più carne equina; Paola con la convinzione che la stitichezza non sia poi così male.
